Quando inizia la storia della birra artigianale?
Archeologia e documenti storici parlano: la birra artigianale affonda le sue radici nella storia antica.
La prima ricetta di una bevanda fermentata di cereali sembra risalente, addirittura, al 4000 a.C. Molte civiltà che risalgono alla Mesopotamia e all’antico Egitto, infatti, bevevano birra.
Perchè la birra si chiama così.
La parola birra ha quasi certamente origine dalla radice indoeuropea beru, che è un termine onomatopeico che indica il ribollire. Il termine britannico Ale, che oggi definisce un’importante famiglia di birre ad alta fermentazione, proviene invece dal latino alere, che significa nutrire. Per molte civiltà, insomma, la birra era considerata un vero e proprio cibo liquido, grazie al suo alto valore nutrizionale. Altre parole come cerveza in spagnolo e cervogia nell’idioma toscano derivano dal francese antico, che a sua volta trae origine dal latino gallico cerevisia, cioè bevanda di Cerere, l’antica dea protettrice dei raccolti e delle messi.
L’orzo: il cereale che dà vita alle migliori birre artigianali
Chi ha inventato la birra?
Bella domanda: la scoperta della birra potrebbe essere stata accidentale, forse da un contadino che lasciò dell’orzo in acqua piovana, ottenendo una bevanda dal sapore piacevole. La birra è menzionata in antichi poemi epici e il codice di Hammurabi (1700 a.C.) imponeva pene severe per chi serviva birra annacquata, evidenziando la sua importanza presso i Babilonesi. Di certo si tratta di una bevanda che ha attraversato i secoli modificandosi nel gusto e nelle tecniche.
La birra è una bevanda nutriente
La birra era uno dei pilastri dell’alimentazione egiziana fino all’epoca dei faraoni. Secondo gli antichi egizi, un uomo virtuoso doveva essere sempre disponibile a offrire pane a chi era affamato e birra a chi era assetato. Questa affermazione non dovrebbe stupire, soprattutto se pensiamo che la birra era decisamente più salutare dell’acqua del pozzo, spesso pericolosamente inquinata. Per molti anni, se diluita con acqua e miele si faceva bere anche ai neonati, quando le mamme non riuscivano ad allattarli. Alle future mamme, credenza ancora non del tutto scomparsa, era consigliata per procurarsi una cascata di latte.

La birra: una bevanda da barbari
Gli antichi greci apprezzavano la birra egiziana, diffondendola nel Mediterraneo, ma non le attribuirono la stessa sacralità del vino. Anche i romani privilegiavano il vino, mentre la birra veniva menzionata in modo discreto e criticata da autori come Plinio il Vecchio e Tacito. La birra, chiamata dai Greci vino d’orzo, era considerata di rango inferiore rispetto al vino, associata alle masse e ai popoli barbari. Nonostante ciò, mantenne ampia popolarità tra gli appartenenti alle fasce inferiori della popolazione. Il commercio della birra si espanse, portando profitti ai mercanti e diffondendo la conoscenza delle tecniche di produzione. Ne bevevano in quantità anche i Vichinghi, anche se il loro Dio, Odino si dissetava con dolce vino nel Valhalla.

La Differenza tra la Birra Antica e Quella Moderna
La principale differenza tra la birra antica e quella moderna è l‘assenza di luppolo nella prima, introdotto solo nel 1100 d.C. Per migliorare il sapore blando, si usavano spezie, frutta e miele. Con l’introduzione dell‘humulus lupulus, la birra è diventata più stabile e aromatica grazie alle sue proprietà antibatteriche e al miglioramento della schiuma.
La birra ha un santo protettore: Sant’Arnoldo
Questi e altri notevoli progressi tecnici possono essere senza dubbio attribuiti ai monaci, in particolare alla storia di Sant’Arnoldo o Sant’Arnolfo (Arnulf) di Metz è il patrono dei birrai. Il monaco Benedettino che nel quindicesimo secolo utilizzava la birra benedetta per trattare le coliche da colera. Le birre prodotte dai confratelli di Sant’Arnoldo erano già ben aromatizzate con il luppolo.

Una pinta di birra è un piatto da Re
A dirlo non siamo noi, ma addirittura William Shakespeare, il grande drammaturgo inglese. L’Inghilterra fu il regno indiscusso della birra Ale, prodotta senza luppolo. Tuttavia, l’isola britannica fu l’ultimo mercato ad accettare la birra luppolata, portata dai mercanti olandesi. Il suo gusto stentò ad affermarsi e tanti la additarono come una bevanda barbara che avanzava al passo degli olandesi eretici. Resistenza o meno, in pochi decenni il luppolo si diffuse ampiamente anche in Inghilterra, tanto da conquistare persino la tradizionale Ale.
La Baviera e l’editto sulla purezza
La birra non era sempre di qualità. In molte località continuavano a produrre birra impiegando materie prime alternative. Le sofisticazioni di vario tipo erano comuni, con aromatizzazioni a base di miele, coriandolo, anice e diverse erbe aromatiche, ma anche con ingredienti alquanto discutibili come fiele di bue e cortecce d’albero. Questo fenomeno portò già l’illuminato duca di Baviera, Guglielmo IV, a emanare, il 23 aprile 1516, il celebre editto sulla purezza. Con questo provvedimento, si proibiva la produzione locale di birra utilizzando materie prime diverse da orzo, luppolo e acqua, per tutelare la salute dei suoi sudditi e gli interessi economici dello Stato. Questa legge contribuì a ridurre l’importazione di birra estera e a limitare l’uso del pregiato frumento in Baviera, molto più raro rispetto all’orzo. Si tratta di una normativa intelligente e lungimirante, ancora oggi insuperata, per la salvaguardia della qualità del prodotto.

La birra cambia al passo dei tempi
L’attenzione per la qualità della birra è aumentata nel tempo, iniziando con il lavoro dei monasteri nel Medioevo e le innovazioni dei monaci. Successivamente, i produttori hanno migliorato la scelta delle materie prime, adattando la birra ai gusti contemporanei grazie a progressi tecnologici. Il metodo di bassa fermentazione, sviluppato nel XIX secolo, ha contribuito a un prodotto in evoluzione. Miglioramenti come l’uso di lieviti, refrigerazione artificiale e pastorizzazione hanno garantito la qualità, durata e conservazione della birra moderna.
Ogni giorno si parla di birra artigianale, ma cosa rappresenta realmente questa bevanda?
La birra è, quindi, una bevanda che ha origini artigianali e, come molti altri prodotti, è diventata industriale nel tempo. Tuttavia, negli ultimi anni è forse il prodotto che più sperimenta un ritorno all’artigianato. Si definisce birra artigianale esclusivamente quella prodotta da birrifici indipendenti. Non sottoposta a processi di pastorizzazione e microfiltrazione durante la produzione. Tuttavia, quando si tratta di birre artigianali italiane, entra in gioco una caratteristica aggiuntiva relativa alle materie prime. Una autentica birra artigianale 100% dovrebbe essere realizzata utilizzando solo ingredienti provenienti dalla filiera agricola del paese di riferimento.

Il successo della birra artigianale
In un contesto dominato da grandi multinazionali, la birra artigianale italiana ha trovato un’importante affermazione. Questo settore, nato solo 25 anni fa, si distingue per la sua qualità, innovazione e, soprattutto, passione. Attualmente, l’Italia vanta oltre 1.300 birrifici artigianali. Un numero in continua espansione nonostante le sfide economiche e le difficoltà a livello globale. Un successo sancito anche dall’istituzione di una giornata dedicata alla birra artigianale, che si festeggia in Italia, il 23 Giugno. La birra in generale vanta già la sua giornata internazionale, che cade il 4 agosto. Restate sintonizzati per ulteriori articoli sull’argomento.
Dove bere birra artigianale a Roma
Barley Wine – Quadraro
Viale dei Consoli 115/117, Roma
Barbaro – Monteverde nuovo
Viale dei Colli Portuensi 549/A, Roma
Birrifugio – Trastevere
Via Federico Rosazza, 6, Roma
ECB ETERNAL CITY BREWING– Pisana
Via del Ponte Pisano, 84, Roma
Luppolo Station – Trastevere
Via Giuseppe Parini, 4, Roma
Museo Italiano della Birra Artigianale – Centro
Via Ventiquattro Maggio, 48, Roma
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Ma che siete venuti a fà – Trastevere
Via Benedetta 25, Roma
Open Baladin – Centro
via degli Specchi 6, Roma
Officine della Birra – Trionfale
Via Giordano Bruno, 25, Roma
Resaka Brewing Tribe – Garbatella
Piazza Augusto Albini, 13, Roma
Bevete con moderazione e responsabilità solo prodotti di qualità. Per una degustazione guidata di birra che ti sveli segreti e tecniche di degustazione, contattaci.
















