Conosci la ricetta che stiamo per preparare? Pasta alla gricia!
Quando si parla di cucina romana, vengono subito in mente piatti come la carbonara o la cacio e pepe. Ma pochi conoscono lei: la pasta alla gricia. Semplice, rustica e incredibilmente gustosa.
Che cos’è la gricia?
La gricia è un primo piatto tipico della tradizione laziale, in particolare della zona intorno a Roma. Si prepara con pochissimi ingredienti: guanciale, pecorino romano, pasta (solitamente rigatoni o mezze maniche), sale e pepe. Niente pomodoro, niente uova, niente panna. Solo sapore puro e sincero. È proprio questa semplicità a rendere la gricia così speciale. Il guanciale viene rosolato finché non diventa croccante e rilascia il suo grasso profumato, che poi avvolge la pasta insieme al pecorino e a un po’ di acqua di cottura per creare una cremina irresistibile. Un piatto povero nelle origini ma ricco nel gusto!
Le origini della Gricia
La storia della gricia non è precisissima, ma ci sono alcune teorie piuttosto affascinanti. Una delle più accreditate vuole che il piatto sia nato prima dell’arrivo del pomodoro in Europa. Quindi parliamo di un’epoca pre-amatriciana. Il pomodoro, infatti, fu importato dalle Americhe solo nel ‘500, ma ci vollero secoli prima che entrasse stabilmente nelle ricette italiane. Il nome Gricia potrebbe derivare dal termino romanesco gricio. Nella Roma papale i grici erano dei venditori di alimenti che avevano preso questo nome perché arrivavano dalla Valtellina, in particolare dal cantone Svizzero dei Grigioni. Viene considerata figlia della cacio e pepe e madre dell’Amatriciana.
Curiosità da tavola romana
Una cosa curiosa è che, nonostante sia meno famosa della carbonara o dell’amatriciana, la gricia è amatissima dagli chef e dai puristi della cucina romana. Molti dicono che sia la prova del nove per chi vuole cimentarsi con i piatti tradizionali: se riesci a fare una buona gricia, sei sulla buona strada! Inoltre, è uno dei piatti ideali per chi vuole un assaggio autentico di Roma senza dover ricorrere a ingredienti troppo elaborati o rari. Basta un buon guanciale, del pecorino di qualità, e il gioco è fatto.
Quello che ti serve per prepararla sono solo 3 ingredienti, ma di ottima qualità
–Pasta
–Pecorino romano
–Guanciale
Il Guanciale è fondamentale, la pancetta non è la stessa cosa! Per l’originale pasta alla gricia non si può sbagliare. Questo è il mantra che devi far tuo per guadagnarti il rispetto di qualsiasi buongustaio romano. Il segreto della riuscita del piatto sta nel taglio e nella cottura del guanciale. Anche l’acqua di cottura è un ingrediente fondamentale.
Procedi così
Taglia il guanciale a listarelle da un 1cm di larghezza e 0.5cm di spessore. Per quattro persone serviranno almeno 250 gr di guanciale pepato. In una padella molto calda lascia sciogliere il grasso del guanciale. Cuoci fino a quando la carne si abbrustolisce. Deve diventare croccante e di un bel color caramello. A questo punto, togli il guanciale dalla padella e tienilo da parte. Cuoci nel frattempo la pasta per 2 minuti in meno rispetto al tempo di cottura indicato sulla confezione. Nella padella con il fondo di grasso del guanciale salta la pasta per gli ultimi 2 minuti di cottura e mescola bene con il sugo. Per quattro persone utilizzare almeno 350 gr. Infine, togli la padella dal fuoco, aggiungi un mestolo di acqua di cottura e il pecorino romano grattugiato. Mescola bene fino ad ottenere una crema. Per quattro persone ti occorreranno almeno 60 grammi di pecorino.
Servire la pasta alla gricia
Aggiungi il guanciale che hai messo da parte e guarnisci con altro pecorino grattugiato. Questa ricetta è anche la base di altre due ricette altrettanto gustose: la carbonara e l’amatriciana. In questo si sprigiona il magico potere della cucina romana: aggiungi l’uovo ed hai la carbonara, aggiungi il pomodoro ed avrai l’amatriciana. Ma la Gricia è splendida anche nella sua semplicità, garantito! Accompagna il tuo piatto con un bel bicchiere di vino bianco come Frascati Superiore, Est Est Est, Orvieto o Fiano. E ricordati: niente olio, niente aglio, niente cipolla. Solo guanciale e pecorino. Come vuole la nonna romana.












