I biscotti italiani più famosi, i mostaccioli profumano di tradizione!
Tantissime varianti regionali, tra centro e sud Italia, arricchiscono il panorama della cucina tradizionale italiana soprattutto nel periodo delle feste natalizie. Scopriamo l’origine dei Mostaccioli e la ricetta di questi dolcetti speziati.
Da Roma all’Italia: le origini antiche dei mostaccioli
I Mostaccioli derivano dai mustaceus, dolcetti preparati già nell’antica Roma. Vengono citati per la prima volta nel De Agricoltura di Catone, intorno al II secolo a.C. Infatti, gli antichi romani erano soliti preparare queste piccole focacce dolci, fatte con farina, mosto e anice che poi venivano avvolte nelle foglie di alloro e poi cotte. Solitamente questi dolcetti rappresentavano dei tipici doni di nozze. Tuttavia, secondo alcune teorie certe varianti dei mostaccioli avrebbero origini arabe.

I Mostaccioli dal Medioevo al Rinascimento
Nel Cinquecento i mostaccioli, chiamati mostazoli, vengono citati dal cuoco dei papi, Bartolomeo Scappi, come piccoli pasticci secchi, apprezzatissimi anche all’inizio di banchetti. Quindi dalle grandi schiacciate romane si passa a dolcetti più piccoli, in seguito tramandati nei conventi e di casa in casa.
I mostaccioli romani
A Roma questi biscotti sono legati alla figura di San Francesco d’Assisi e di Jacopa de’ Settesoli, nata a Trastevere. La loro amicizia è legata alla tradizione dei mostaccioli romani perché nel 1210, Jacopa de’ Settesoli ebbe la possibilità di conoscere Francesco d’Assisi e fu lei ad aiutarlo a trovare alloggio e a inventare la ricetta dei mostaccioli che tanto piacquero al santo. La leggenda infatti dice che in punto di morte, San Francesco ordinasse che gli venissero portati proprio i mostaccioli romani di Jacopa, a cui lui era così legato e riconoscente.

Una mappa di varianti regionali
L’Italia si divide, ma il mostacciolo unisce. Scopriamo insieme tutte le varianti regionali di questi biscotti tipici.
Napoli: è la versione morbida e di forma romboidale. L’impasto è fatto con farina, zucchero, miele, marmellata di albicocche, cacao, vino moscato, mandorle, buccia d’arancia, cioccolato e soprattutto il famoso pisto napoletano. Si tratta di un mix di spezie tra cui cannella, chiodi di garofano e noce moscata che ha reso il dolce sinonimo del periodo natalizio.

Calabria: questa è una variante dura e croccante, più chiari e dalle forme più strane, come uomini, animali o altro. L’impasto è fatto con farina, miele e mosto di vino. Questa versione nasce a Soriano Calabro, pare per merito di monaci certosini o domenicani intorno al 1500.
Puglia/Salento: qui i mustazzoli sono a base di farina, miele, mandorle, limone, cannella, e decotto di fichi. Sono di retaggio arabo.
Sardegna: i mustazzolos di Oristano sono la variante sarda caratterizzati dalla lunga lievitazione. Senza uovo o mosto e con la glassa bianca in superficie.

Abruzzo, Molise, Umbria, Lazio, Lombardia: varianti di forme, solitamente tondeggianti. Sono tipici del periodo della vendemmia. Per quanto riguarda gli ingredienti, un tempo venivano preparati con la pasta del pane mescolata al miele, le mandorle e il mosto d’uva. Oggi la ricetta è meno complessa.
La ricetta dei Mostaccioli
100 gr miele
100 gr nocciole (o noci)
60 gr farina 00
2 albumi
pepe
cannella
Preparazione
Si mescola la farina con il miele in una ciotola. Aggiungere successivamente gli albumi, le noci tritate, un cucchiaino di cannella e un pizzico di pepe. Mescolare con attenzione fino a ottenere un composto omogeneo. Spolverare un piano di lavoro con della farina. Versare il composto preparato e stenderlo fino a renderlo uniforme. Tagliare l’impasto a rombi di circa 10-12 cm. Poi prendere una teglia, foderarla con carta forno e disporre i mostaccioli appena tagliati. Infine, inserire la teglia in forno preriscaldato e cuocere i mostaccioli per circa venti minuti a 160°.
















