La notte tra il 23 e il 24 giugno è una notte speciale a Roma.
È la Notte di San Giovanni, un momento sospeso tra il sacro e il profano, tra religione e superstizione. Falò accesi e riti misteriosi che affondano le radici in tempi antichissimi. Ma da dove viene questa tradizione e perché è ancora così sentita in tante parti d’Italia?
Un tuffo nel passato: molto prima di San Giovanni
Anche se oggi questa notte porta il nome di San Giovanni Battista, le sue origini sono molto più antiche. Sono legate al solstizio d’estate, che cade pochi giorni prima, il 21 giugno. In epoca pagana, questo era un momento sacro, perché il sole raggiungeva il suo apice, regalando il giorno più lungo dell’anno. Per celebrarlo i popoli accendevano fuochi, ballavano, si purificavano, chiedevano fertilità per la terra e protezione per il futuro. Era il trionfo della luce!
La notte delle streghe e delle lumache
La Notte di San Giovanni è detta anche Notte delle Streghe. Si credeva che le streghe venissero chiamate a raccolta presso la Basilica di San Giovanni in Laterano per il loro Sabba. Queste venivano invocate dai fantasmi di Erodiade e sua figlia Salomè, dannate per aver causato la decapitazione del santo. Questa tradizione è carica di simboli e rituali, molti dei quali ancora vivi, soprattutto in campagna o nei piccoli borghi. Infatti, si accendevano falò per scacciare le forze occulte, si pregava e si mangiavano le lumache. Nelle osterie e nelle baracche allestite sulla piazza venivano servite le lumache al sugo. Le loro corna infatti rappresentavano preoccupazioni e discordie e mangiarle significava distruggere le avversità.
La notte di San Giovanni a Roma
Con l’arrivo del Cristianesimo, molte feste pagane vennero modificate e adeguate alla nuova religione. Così, al posto dei culti solari, venne inserita la figura di San Giovanni Battista, patrono della città. Il giorno dedicato al santo è il 24 giugno. Questa festa è particolarmente sentita sia a Roma che in Abruzzo, così come in altre città d’Italia. A Roma, soprattutto in passato, per celebrare questa giornata si mangiava, si beveva e si faceva rumore con campanacci e tamburelli. Lo sparo del cannone di Castel Sant’Angelo annunciava l’inizio della messa celebrata dal Papa alla Basilica di San Giovanni Laterano.
I riti della notte di San Giovanni
I falò – Il simbolo per eccellenza. Si accendono per bruciare il male, purificare e proteggere i raccolti. In molte zone, i giovani saltano sopra le fiamme per scacciare la sfortuna e augurarsi amore eterno. Un mix tra prova di coraggio e rito propiziatorio!
L’acqua di San Giovanni – Una delle tradizioni più poetiche. Si prepara mettendo fiori ed erbe raccolti al tramonto del 23 giugno (iperico, lavanda, artemisia, salvia…) in una bacinella d’acqua. La mattina dopo, ci si lava il viso con quest’acqua magica, che avrebbe poteri curativi e protettivi.
La rugiada miracolosa – Si dice che quella notte la rugiada abbia poteri straordinari: guarire malattie, rendere fertili, portare fortuna. Qualcuno si rotola nei prati all’alba, qualcun altro stende lenzuola bianche per catturarla.
Le streghe e il loro raduno – In alcune leggende popolari, si credeva che proprio nella notte di San Giovanni le streghe si radunassero per volare ai loro Sabba. Per scacciarle si usavano aglio, rami di nocciolo, sale grosso e campanellini appesi alle porte!












