A Roma si beve whisky? festeggiamo il whisky day in Italia
Celebriamo la Giornata internazionale del whisky a Roma e scopriamo dove degustare e comprare.
Cosa si beve a Roma: whisky & co
L’Italia è un Paese noto in tutto il mondo per essere un grande produttore di vino, che è, anche, la bevanda più consumata. Tuttavia, storicamente in Italia si producono anche altre bevande alcoliche, alcune più note altre meno. I consumi di alcol però restando abbastanza bassi rispetto ad altri Paesi, ma in aumento soprattutto in riferimento a donne e giovani. E il Whisky? Che posto occupa nelle scelte degli italiani?
I distillati in Italia
Non c’è, forse mai stato, un interesse talmente grande verso i distillati come ora. Sono nate nuove distillerie un po’ ovunque, in tutti i continenti. Molte sono aziende piccole, quasi artigianali, altre importanti centri di produzione. A favorire la nascita di questa costellazione di distillerie è stata, senza dubbio, l’entrata in campo dei mercati emergenti, come Cina, India, Brasile e Russia. Ed il primato di interesse va al whisky denominato single malt, ossia prodotto da un unico tipo di malto.
Colore chiaro, gusto pulito
Qualcuno ricorderà la pubblicità del Glen Grant, che impazzava negli spot commerciali negli anni Ottanta. Il whisky era un vero e proprio status symbol allora e veniva presentato al mercato come una scelta dell’uomo vincente, di successo. Oggi sono pochissime le pubblicità sul whisky nella televisione italiana, mentre molto più incisive sono quelle su birra e gin. Destinate soprattutto ad un pubblico giovane.
Gli italiani bevono whisky?
Ovviamente si, anche se il gusto per questo distillato vede soprattutto un pubblico adulto e propenso all’acquisto costoso. Perché, è indubbio, si tratta di un prodotto oneroso, soprattutto se proveniente da una piccola produzione e se invecchiato. A sentire i proprietari di bar, whisky bar e locali notturni, di whisky in pochi se ne intendono. In realtà conoscere di più questo magico prodotto può essere un vero e proprio viaggio nei sensi. Che merita la spesa.
Che cos’è il whisky
Partiamo dall’ingrediente: la scelta del cereale base, che di solito è l’orzo. Si possono usare anche mais, frumento e segale. Anche se, per il whisky scozzese, si utilizza quasi esclusivamente l’orzo maltato. Per il bourbon americano, prodotto soprattutto in Tennessee si utilizza il mais. Quando si usa la segale siamo nel mondo del cosiddetto rye whisky. Poi si passa all’ammostamento, fermentazione, distillazione, taglio, riempimento delle botti, invecchiamento, imbottigliamento. A volte, blending, ossia la miscelazione di più whisky.
Un prodotto semplice, che richiede però una certa sensibilità.
Di alcune fasi di produzione abbiamo già parlato, oggi parliamo dell’avvicinamento a questo prodotto. Un’attività non scontata, che richiede una certa passione e curiosità. Senza dubbio il modo migliore per entrare nel mondo del whisky è visitare le distillerie, ma, chiaramente, è necessario mettere in conto un viaggio in Scozia. Una visita in distilleria apre sempre un mondo ed è un’esperienza di viaggio imprescindibile. Ma non si deve trascurare l’importanza di assimilare alcune tecniche di base per la degustazione.
Come degustare il whisky: i corsi di avvicinamento
Esistono corsi su tutto, ovviamente anche sul whisky. Per acquisire delle competenze di base ed entrare, in punta di piedi, in un mondo fatto di profumi e sapori, e di tempo lento. Osservando l’aspetto si può comprendere molto del modo in cui è stato prodotto, del legno, che è stato utilizzato, del tempo che è trascorso. L’aroma ci può far risvegliare ricordi perduti. E poi c’è la magia della sua evoluzione nel bicchiere, l’apertura a nuove emozioni, che è bello anche condividere. Un corso di avvicinamento al whisky può incuriosire ed anche innamorare qualcuno. Che, come non di rado accade , deciderà di avventurarsi in qualche corso professionale.
Roma e il whisky
Non si tratta di certo di un prodotto locale, ma riscuote successo sempre maggiore. Certo, non è un prodotto economico, soprattutto se si va alla ricerca della qualità e della particolarità. I romani non ne fanno un uso smodato, tuttavia la Capitale non è scevra di appassionati esercenti. Alcuni di loro disponibili a condividere conoscenze e informazioni. Altri organizzano dei veri e propri corsi di avvicinamento.
Whisky bar a Roma: dove degustare e comprare
Scotch – Viale dei colli Portuensi
Corsi di avvicinamento: non è difficile partecipare ad uno degli incontri guidati da Francesco del whisky bar Scotch, sito in Viale dei Colli Portuensi. Da trent’anni un punto di riferimento nel quartiere , nel quartiere di Monteverde Nuovo (Roma Ovest). Organizza corsi e serate di degustazione a tema, in ambiente informale e rilassato. Il negozio vanta una notevole quantità di etichette soprattutto di nicchia e una collezione personale – non in vendita.
Le Bon Bock – Viale Gianicolense
Per bere: sempre a Monteverde nuovo, sulla Gianicolense troviamo uno dei Pub Scozzesi meglio forniti. Stefano è un grande esperto di whisky scozzesi, non fa corsi e non vuole distrazioni. Vanta il primato del primo whisky bar di Roma con una infinita varietà di etichette di livello eccezionale.
ORO whisky – Aventino.
La carta dei whisky è notevole, si punta alla creatività e scenografia. Questo è un vero e proprio brand che punta alla replica e diffusione.
Jerry Thomas Speakeasy – al centro storico.
Si tratta di un locale affascinate, a tema ruggenti anni ’20. Quindi qui siamo nel mondo del Bourbon. Non è facilissimo prenotare, è più un locale notturno, ma di sicuro fascino.
Corsi amatoriali e professionali
FIS
In caso la passione prevalga sugli impegni quotidiani, o spinga ad intraprendere una professione nel campo, ci si può rivolgere alla Federazione Italiana Sommelier. La sede si trova all’interno dell’Hotel Cavalieri Hilton di Roma, Via Alberto Cadlolo, quartiere Balduina, Monte Mario. Organizzano spesso corsi guidati da esperti Sommelier.
AIS
Anche la AIS Lazio organizza corsi professionali di vari livelli sui distillati ed eventi e degustazioni a tema.
Un prodotto semplice, che richiede però una certa sensibilità.











