la macchinetta del caffè - moka

Chi non possiede in casa almeno una moka?

Scopriamo la macchinetta del caffè, “analogica” più famosa d’Italia.

caffettiera moka machine
La moka del Sant’Eustachio

 

Non si tratta solo di un bell’oggetto, ma permette anche di preparare un buon caffè per pochi spiccioli. Riempie la casa di profumo,  rimanda all’infanzia e ai luoghi del cuore.
La macchinetta del caffè, dunque, la Moka, ci permette di compiere gesti rituali e sociali connessi alla nostra storia. Parla di nonni e di casa.
Funziona, infatti, con un semplice boiler pieno d’acqua. Un filtro con polvere di caffè, entrambi agganciati con un sistema a vite. La macchina va messa sul fuoco e dopo pochi minuti, il gioco è fatto. Sembra di sentire la voce della nonna che chiama a raccolta per uno dei momenti sociali più amati.

La torrefazione è un luogo mistico.

Il caffè per la moka può essere acquistato al supermercato, come anche le moderne cialde. Ma a differenza di queste ultime, tuttavia, può essere comprato fresco in torrefazione.
Il profumo del caffè appena tostato pervade l’ambiente, la tostatrice troneggia fiera dei suoi anni.
I chicchi verdi di caffè vengono arrostiti in questo tradizionale laboratorio.
Crepitando e rilasciando meravigliosi profumi invadono l’aria.
Come in tutti i campi, anche il caffè ha i suoi estimatori, o millantati esperti. Che a volte si trasformano in veri e propri supporters. Ossessionati dalla qualità e dalla mono origine, disposti a spendere centinaia di Euro per un caffè Kopi Luwak.
I più estremi, probabilmente arrostiranno i grani personalmente. Tuttavia, in linea generale, gran parte degli appassionati si recherà in torrefazione.

Un mestiere affascinante.

roasting coffee machine torrefazione
Torrefazione Tazza d’Oro Casa del Caffè-Roma

Le torrefazioni artigianali italiane, di solito, riforniscono anche i bar. Contrariamente a qualche decina di anni fa, si trovano, sempre più in periferia. Questo per le difficoltà relative all’istallazione dei macchinari e il controllo dei fumi nei centri abitati.
A Roma è ancora possibile visitarne un paio nel centro storico: Torrefazione Tazza d’oro e il Sant’Eustachio. Quest’ultimo, tuttavia, non effettua più l’operazione di torrefazione all’interno del palazzo storico dove risiede.
Chiaramente, ne esistono altre, almeno una in ogni quartiere. Mentre a Ciampino si trova un torrefattore artigianale di eccellenza pluripremiato: Rinaldi.
In conclusione, non c’è niente di più bello che acquistare un pacchetto di caffè appena torrefatto. E godersi i dolci e inebrianti profumi.

Il caffè per la moka è diverso.coffee seed chicco di caffè

La polvere di caffè per la moka presenta caratteristiche diverse rispetto a quella per l’espresso.
Il sistema di estrazione con la moka, infatti, prevede uno sviluppo di pressione minore. Ecco perché è necessaria una tostatura ed una granitura apposite.
Quando acquistiamo del caffè per la moka, in conclusione, è consigliabile specificarlo. In questo modo avremo una polvere di caffè torrefatta e macinata al punto giusto.

Ma cosa sappiamo di questa famosa macchina da caffè?

In primo luogo, si tratta di un brevetto italiano. Registrato nel 1933 da Alfonso Bialetti.
Il nome della macchina pare, sia stato ispirato da quello di una città Yemenita: Mokha.
Come noto, per spiegare, lo Yemen è uno dei paesi originari della varietà Arabica. Una delle più pregiate varietà di caffè al mondo.
Questa semplice macchina da caffè ebbe, dunque, un successo straordinario. Riuscendo a rimpiazzare, in poco tempo, la nota Caffettiera napoletana.

Mentre la napoletana, infatti, sfruttava un sistema a caduta, la moka di Bialetti utilizzava la pressione. Grazie a questo sistema riusciva ad estrarre più sapore ed olii essenziali dalla polvere. Il caffè risultava, in sostanza, più ricco e cremoso.
Il disegno industriale del “modulo Bialetti” diventò ben presto uno dei più famosi progetti di design al mondo.

Un’invenzione ingegnosa.

Sembra che alla base dell’idea di utilizzare la pressione sia avvenuta proprio nella casa del professor Bialetti. Dall’osservazione di una macchina per lavare i panni, che utilizzava un boiler per far risalire l’acqua attraverso il filtro sciogliendo il sapone.
La moka è stata, in seguito, brevettata e prodotta in milioni di esemplari. Realizzata con diversi materiali e forme.
Negli anni tante altre aziende hanno voluto competere, dunque, alla creazione di vere e proprie opere d’arte del design.

Da accessorio domestico a oggetto di culto.

Progetto Aldo Rossi per Alessi Conica caffettiera
Aldo Rossi – Progetto caffettiera per Alessi

La Moka è presente, infatti, nelle esposizioni di design permanenti alla Triennale di Milano ed al MoMA di New York.
Quindi si tratta di una vera e propria icona del design italiano.
Certamente va ricordata la meravigliosa 9090 disegnata da Richard Sapper per Alessi negli anni ‘70.
Come la sua progenitrice Bialetti, fa bella mostra di sé  al MoMA.
Negli anni ’80 seguita dal modello denominato “la Conica” di Aldo Rossi. Sempre Rossi, una decina di anni dopo, creava la caffettiera denominata “la Cupola”.
Molti si sono cimentati nella realizzazione di disegni diversi: Carlo Giannini, Mario Trimarchi. Designers del calibro di David Chipperfield, Michele de Lucchi, Alessandro Mendini e tanti altri.
Come facile immaginare è nato un vero e proprio mercato da collezionismo intorno a questi oggetti.
Belle e funzionali, insomma, restano un oggetto indispensabile.  In conclusione, da collezionare o, meglio ancora,  da utilizzare quotidianamente.

22 Apr 2026 Commenti disabilitati su Anche il Picnic ha il suo National day!

Anche il Picnic ha il suo National day!

Read More
16 Apr 2026 Commenti disabilitati su Rome Race for the Cure: 10 Maggio 2026 – unisciti alla squadra

Rome Race for the Cure: 10 Maggio 2026 - unisciti alla squadra

Read More
15 Apr 2026 Commenti disabilitati su La Sagra delle fragole di Nemi: il trionfo rosa di maggio

La Sagra delle fragole di Nemi: il trionfo rosa di maggio

Read More
10 Apr 2026 Commenti disabilitati su Il Parmigiano Reggiano Dop: come riconoscerlo

Il Parmigiano Reggiano Dop: come riconoscerlo

Read More